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Un fablab pubblico per Orvieto: la progettazione dell'Hub Aula Multimediale di Palazzo Negroni

Un laboratorio di fabbricazione digitale aperto a studenti, imprese e associazioni del territorio, progettato per il Comune di Orvieto e la Fondazione Centro Studi 'Città di Orvieto'.

Mercoledì 10 dicembre 2025, a Palazzo Negroni, è stato inaugurato il nuovo Hub Aula Multimediale della città di Orvieto: uno spazio dedicato all’innovazione tecnologica, alla formazione e alla produzione digitale, ospitato nella sede della Fondazione Centro Studi “Città di Orvieto”.

Nel corso della presentazione, il sindaco e l’amministrazione comunale hanno sottolineato il valore strategico dell’iniziativa per il territorio: uno spazio capace di mettere in relazione competenze, ricerca e produzione, contribuendo a creare nuove opportunità culturali e professionali.

L’incarico, affidato dal Comune di Orvieto in collaborazione con la Fondazione, ci ha portato a lavorare a Orvieto per un periodo lungo, nel corso del quale ci siamo occupati di tutto ciò che precede l’apertura di un laboratorio pubblico: dalla concezione degli spazi al disegno del modello tecnologico, dalla supervisione dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Negroni alla scelta delle macchine, fino all’allestimento finale dell’aula e alla formazione del personale che la gestirà. È stato un lavoro a quattro mani con l’amministrazione comunale e con la Fondazione, che hanno coordinato il cantiere edilizio e il quadro istituzionale, mentre noi abbiamo curato la dimensione tecnica e progettuale.

Tre spazi, tre modalità di lavoro

L’Hub è organizzato in tre spazi distinti, ognuno calibrato su una specifica modalità di lavoro.

La T-Room è la sala progettata per la formazione: uno schermo centrale e due Drawing Pad Wacom permettono di visualizzare e discutere insieme i progetti creativi in corso. È lo spazio della progettazione condivisa, della revisione di gruppo, della didattica frontale.

La E-Room è dedicata all’elettronica e alla robotica. È arredata con postazioni per la realizzazione di piccoli circuiti elettronici, dalla prototipazione fino al prodotto finito. Qui si lavora con mini bracci robotici, schede programmabili e componentistica.

La Digital Room ospita le tecnologie a controllo numerico, le stampanti 3D e le macchine sottrattive. Gli spazi di lavoro sono organizzati per ciclo di lavorazione, le aree di progettazione sono dotate di computer ad alte prestazioni.

La separazione in tre sale non è solo un fatto distributivo: è una scelta di metodo. Mantenere distinti gli ambienti permette di gestire in parallelo flussi di utenza diversi senza che le attività si disturbino a vicenda. È una lezione che abbiamo portato dai nostri laboratori romani e adattata al contesto e ai volumi attesi di Orvieto.

La scelta delle macchine

La selezione delle macchine è il passaggio in cui un laboratorio prende davvero forma. Per Orvieto siamo partiti dalle domande di base: che tipo di lavorazioni dovrà ospitare l’aula? Per quale tipo di utente? Con quale livello di assistenza tecnica disponibile?

Le risposte hanno orientato la scelta verso una dotazione equilibrata, calibrata per servire un pubblico misto — scuole, piccole imprese, artigiani, associazioni, professionisti — in un primo livello di accesso al digitale produttivo.

Tutte le apparecchiature sono dotate dei dispositivi di sicurezza necessari per l’uso in un contesto pubblico e ogni macchina è stata scelta sulla base di tre criteri: affidabilità nel tempo, semplicità di manutenzione, disponibilità di un mercato di consumabili e ricambi sostenibile su un territorio non metropolitano.

Formazione prima dell’apertura

Un hub pubblico non si apre il giorno dell’inaugurazione: si apre nei mesi che la precedono, quando lo spazio viene preparato all’uso reale. Nei mesi scorsi abbiamo seguito con la Fondazione Centro Studi due percorsi paralleli. Il primo è stato un ciclo di formazione sull’utilizzo delle apparecchiature rivolto ai dipendenti del Centro Studi e della Nuova Biblioteca Pubblica “Luigi Fumi”, che dell’Hub costituiranno il presidio quotidiano. Il secondo è stata una serie di incontri di test e sperimentazione con scuole, imprese e associazioni del territorio, invitate a usare le strumentazioni prima dell’apertura ufficiale per verificarne le potenzialità.

Da questi incontri sono nati i primi progetti reali dell’aula. Il giorno dell’inaugurazione, gli studenti delle classi coinvolte — dalla 2A della scuola secondaria di primo grado “L. Signorelli” agli allievi dell’indirizzo Tecnico Informatico dell’Istituto Majorana-Maitani, fino agli studenti dell’indirizzo Manutenzioni e Assistenza Tecnica dell’IISACP di Orvieto — hanno presentato i lavori già realizzati. Il fatto che il laboratorio fosse già operativo prima del taglio del nastro è, dal nostro punto di vista, la prova migliore della sua funzionalità: la cerimonia ha certificato qualcosa che già accadeva, non l’ha avviato.

L’Hub Aula Multimediale di Palazzo Negroni a Orvieto è stato realizzato nell’ambito della Strategia dell’Area Interna Sud-Ovest Orvietano (programmazione 2014-2021), su committenza del Comune di Orvieto in collaborazione con la Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”.

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