Chirale N.1: fino al 31 Marzo in esposizione Mochetti, Borondo e Cicero nello Spazio Chirale

Spazio Chirale News   •   17 marzo, 2019

Alle ore 18:30 del 16 marzo l’accensione dei dispositivi d’interazione luminosa ha sancito l’apertura ufficiale della Mostra Chirale N.1 dedicata a tre grandi maestri contemporanei che con le loro opere hanno saputo utilizzare la luce come materiale per esprimere la propria arte.

Primo tra tutti, se non altro in ordine storico, Maurizio Mochetti, che ha raggiunto la sua fama già negli anni ’70 come esponente dell’arte cinetica e interprete della luce, non più come concetto metafisico, ma come semplice materia a disposizione dell’artista per delimitare spazi, forme e geometrie.

Artista raffinato e concettuale, Mochetti è sempre capace di sorprendere lo spettatore con effetti dal gusto elegante e minimale, attraverso l’impiego di tecnologie avanzatissime e modernissime, ma sempre ben nascoste ed invisibili in modo da esaltare la magia che scaturisce dalla sua arte.

Spazio diviso Due è l’opera che ha voluto dedicare al nostro evento, realizzata per la prima volta nel 1967 attraverso un gioco di diffrazione dei raggi luminosi, dato uno Spazio, un quadrato di luce rossa lo suddivide in due volumi. Niente di più, niente di meno. Interamente riprogettata nel 2019 l’opera oggi suddivide in due lo Spazio Chirale attraverso un quadrato di luce laser rossa. Nuova tecnologia, stesso concetto senza tempo.

Collocata poco distante, l’installazione modulare Ubiquitas, di Gonzalo Borondo, sia appropria con i suoi giochi di luce e di trasparenze di una parte dello Spazio Chirale, proiettando il suo movimento immaginario verso la vetrina.

Realizzata nel 2016, l’opera dell’artista spagnolo è uno dei più significativi esempi delle sue sperimentazioni più recenti. La tecnica della vernice acrilica graffiata su lastra di vetro, se da un lato tradisce le origini di street artist di questo giovane talento, dall’altro trasfigura il tratto pittorico sublimandolo a pura essenza di luce. L’effetto è esaltato dall’interazione elettronica dei tubi a LED che accentua la dinamicità dell’opera.

Nel piano sottostante, all’interno del Fab Lab, circondato dalle macchine a controllo numerico e agli strumenti dei banchi del nuovo artigianato digitale, il Temporalino di Fabrizio Cicero cattura l’occhio del più distratto dei visitatori con i suoi effetti di luce dal sapore fortemente teatrale.

Il diminutivo nel nome dell’opera non rende giustizia della sua potenza espressiva. Anche Cicero utilizza il graffio come strumento di governo della luce, ma questa volta il tratto dell’artista lavora sulle maschere dei faretti per uso teatrale. I potenti flash degli spot da palcoscenico diventano quindi dei proiettori che completano il disegno a mano affisso sulla parete con i lampi e gli effetti di luce che sono tipici di un temporale. L’impalcatura dei faretti e i cavi di collegamento non disturbano ma esaltano il sapore sperimentale dell’intera opera.

La mostra è stata inaugurata all’interno del programma di eventi per l’Arduino Day 2019, giornata mondiale dedicata alla piccola grande scheda elettronica che ha democratizzato una delle più importanti tecnologie dei nostri tempi, rendendola accessibile e controllabile da un’intera generazione di artisti e creativi.

Per l’occasione, e in eccezione alla regola che vuole la tecnica e soprattutto la tecnologia invisibile all’interno delle opere, i metodi e gli strumenti dell’arte interattiva sono stati per un giorno i protagonisti dell’esposizione.

Il flusso di visitatori è stato elevatissimo sin dal mattino. Alla chiusura della giornata erano oltre 1.200 le presenze registrate.

Un pubblico variegato ed eterogeneo ha animato lo Spazio Chirale e il suo Fab Lab fino a tarda notte in un clima di contaminazione creativa tra cultura nerd e arte contemporanea.

La Mostra resterà aperta fino al 31 marzo, con accesso libero negli orari di attività dello Spazio Chirale.

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