EDITORIALE

LIMINA: una finestra digitale al San Filippo Neri

Un dispositivo permanente per l'arte negli spazi di cura, progettato con Fastal e ASL Roma 1.

In una sala d’attesa del Pronto Soccorso del San Filippo Neri, accanto a una finestra che dà sui giardini dell’ospedale, ne è apparsa una seconda. È un pannello LED di tre metri per due, installato a parete con sviluppo orizzontale, posizionato esattamente in parallelo alla finestra reale.

È LIMINA.

Un dispositivo permanente di visione progettato per Fastal e ASL Roma 1 che proietta in modo continuativo opere video di artisti selezionati.

Una finestra accanto a una finestra

L’idea di partenza è semplice e nasce dall’architettura del luogo. Come molte sale d’attesa degli ospedali, anche questa ha una finestra sul giardino. Abbiamo scelto di affiancarle un secondo varco, costruito con un pannello LED ad altissima densità — passo 2,6 millimetri, circa 3.200 LED SMD full color per metro quadrato, risoluzione complessiva di 1.152 per 768 pixel — calibrato per non emettere luce aggressiva e per restituire neri profondi anche in condizioni di forte illuminazione naturale.

Questa simmetria non è un gioco visivo. È la dichiarazione tematica del dispositivo: la finestra digitale non sostituisce la finestra, la affianca. Una mostra ciò che c’è fuori, l’altra ciò che gli artisti immaginano possa stare lì, in quel momento, accanto. Le due aperture entrano in dialogo silenzioso con chi aspetta.

Līmen, liminis, in latino, significa soglia, passaggio, confine. Il plurale poetico līmina evoca i luoghi di transizione, gli stati intermedi — tra dentro e fuori. L’ambito di destinazione — una sala d’attesa ospedaliera — è anch’esso una soglia.

LIMINA prende sul serio questa condizione e prova a popolarla di immagini che la rispettino.

La specifica più importante che ci siamo dati con Fastal e ASL Roma 1 non riguarda la tecnologia, ma il comportamento editoriale del dispositivo. Le linee guida sono tre, e funzionano per sottrazione: i contenuti di LIMINA non sono informativi (non si comunicano orari, code, indicazioni cliniche), non sono narrativi (non si raccontano storie con un inizio, uno svolgimento e una fine), non sono intrusivi (non interrompono, non sollecitano azione, non cercano attenzione).

Cosa resta, allora? Restano forme, colori, movimenti orientati a stati di tranquillità — un vocabolario visivo che la ricerca contemporanea sull’ambiente percettivo associa al rilassamento, alla riduzione dell’ansia, alla concentrazione lenta. È una direzione che la curatela ha messo per iscritto come riferimento per ogni artista invitato a produrre per il pannello. Non una regola, ma un quadro di intenzioni condivise.

La gestione tecnica del palinsesto è automatizzata: i contenuti scorrono in loop continuo, vengono aggiornati secondo cicli definiti, e il pannello resta acceso negli orari di apertura della sala. Nessuno deve premere un tasto.

La prima opera: 3.33 di Tommaso Zagni

La prima opera proiettata su LIMINA si intitola 3.33 ed è stata realizzata da Tommaso Zagni, artista con cui Chirale collabora dal 2022. È un lavoro ambientale in tre atti, costruito come un’unica composizione visiva di dieci ore complessive, suddivisa in tre blocchi da tre ore e trentatré minuti.

Le riprese, girate negli spazi verdi dell’ospedale, raccolgono: alberi, foglie, ombre lunghe, fronde mosse dal vento. Nel corso dei tre atti, queste immagini subiscono una trasformazione progressiva. L’elemento naturale si dissolve gradualmente nella sua rappresentazione digitale — pixel, mesh, geometrie astratte — fino a perdere ogni riferimento figurativo nel terzo blocco. È un percorso che lavora sul confine tra il reale e la sua codifica numerica, in coerenza con il tema della soglia che dà nome al dispositivo.

Il sottotitolo dell’opera è Tre tempi per misurare il reale.

Per chi entra in sala una sola volta, 3.33 è un fondale lento e silenzioso. Per chi torna nei mesi successivi, è un’opera che si rivela nella durata: un caso raro di arte digitale che chiede pazienza al suo pubblico.

L’arte negli spazi di cura

Con LIMINA, Chirale si muove su un terreno nuovo: l’arte negli spazi di cura.

Ospedali, ambulatori, sale d’attesa, corridoi di transito — sono luoghi pubblici intensamente frequentati, in cui la qualità dell’ambiente percettivo ha effetti misurabili sul benessere di pazienti, accompagnatori e personale sanitario, e sono anche luoghi tradizionalmente esclusi dal circuito espositivo dell’arte contemporanea. Il dispositivo che abbiamo costruito si inserisce esattamente in questo spazio escluso.

LIMINA non porta l’arte in ospedale come un’eccezione decorativa: la integra come componente strutturale dell’ambiente, e lo fa con un dispositivo aggiornabile, programmabile, documentato.

Rassegna stampa

LIMINA è stata inaugurata insieme al nuovo blocco emergenza-urgenza del San Filippo Neri il 4 luglio 2025. La stampa che ha coperto l’evento: