Tavolo di processo della residenza: gelatine pigmentate, pennini calligrafici, fogli manoscritti, strumenti di laboratorio

Your Mind After Midnight di Rushati Chowdhury

Un materiale biodegradabile progettato per reagire alla luce.

Anno
2021
Laboratori
Spazio Chirale
Tecniche
Laser CO₂, Inkjet
Materiali
gelatine, pigmenti, PMMA, carta, pennini calligrafici

Un processo sviluppato dentro Chirale insieme a Rushati Chowdhury, artista e designer nata a Calcutta nel 1995, arrivata a Roma nel 2019 come allieva del Master in Alta Moda dell'Accademia Costume & Moda.

Da anni Chirale accoglie gli studenti del Master nei propri laboratori, sostenendo lo sviluppo dei progetti di tesi: non come semplice supporto produttivo, ma come possibilità concreta di ricerca condivisa. In questo contesto Rushati sviluppa con noi alcuni elementi decorativi della collezione presentata il 27 ottobre 2019 al BASE Milano, all'interno di Fashion Graduate Italia .

Negli anni successivi, il rapporto evolve naturalmente in una residenza d'artista. Lo Spazio Chirale apre così una forma di lavoro più estesa: tempo, accesso ai laboratori, confronto quotidiano, errore, archivio materiale. Una struttura lenta, vicina ai modelli internazionali di residenza, in cui la sperimentazione non accompagna l'opera ma coincide con essa.

I sei mesi che precedono l'inaugurazione sono interamente dedicati allo sviluppo di un nuovo biopolimero pigmentato, progettato appositamente per l'installazione. La ricerca si concentra su una domanda precisa: costruire una materia biodegradabile capace di accogliere pigmenti naturali in massa, mantenere una semitrasparenza diffusa nei punti sottili e reagire alla luce diretta producendo proiezioni cromatiche leggibili nello spazio.

Tutto il lavoro di laboratorio si tiene in equilibrio su questi tre requisiti: assorbimento del pigmento, trasmissione luminosa, comportamento ottico. Le formulazioni si susseguono per mesi. Prove, variazioni di concentrazione e dispersione del pigmento, tempi di asciugatura, test di flessione, colate. Ogni campione viene valutato non soltanto per la sua composizione, ma per il suo comportamento fisico: rigidità, flessione, durata di asciugatura, qualità della trasmissione luminosa.

Molti falliscono e vengono conservati nell'archivio fisico del processo: tracce necessarie della ricerca. La formulazione definitiva emerge soltanto nelle ultime settimane prima dell'apertura.

Dal 15 febbraio 2021 la residenza si sposta nelle vetrine dello Spazio Chirale, in Via Ignazio Persico 32 a Roma. Per una settimana intera il processo diventa pubblico. Dalla strada si osservano la preparazione della materia, le colate, l'essiccazione lenta, la modellazione manuale dei singoli elementi, l'allestimento progressivo dello spazio. È il principio della galleria di processo: non un'opera già conclusa, ma una materia che prende forma sotto gli occhi di chi passa, in tempi lenti e in piena luce.

Lunedì 22 febbraio 2021, alle ore 17:00, apre al pubblico Your Mind After Midnight.

L'opera è composta da centinaia di elementi, leggeri e semitrasparenti, disposti sinuosamente al suolo e ascensionali sulle pareti. Ogni elemento porta in sé le macchie di pigmento, distribuite nel composto durante la colata. Rushati definisce ogni elemento stuck. In inglese il termine richiama la paralisi del sonno; in tedesco Stück indica il pezzo, l'oggetto, il frammento d'opera. In pieno secondo anno pandemico, questa doppia radice linguistica diventa il nucleo emotivo del lavoro: immobilità e moltiplicazione, sospensione e presenza.

All'ingresso ogni visitatore riceve una piccola lampada portatile. L'opera non si contempla frontalmente: si attiva. Dirigendo il fascio luminoso sugli stuck, il pubblico modifica continuamente la configurazione dello spazio. I pigmenti contenuti nel biopolimero si proiettano sulle pareti come ombre cromatiche, le forme si sovrappongono, si deformano, si moltiplicano. La ricerca ottica sviluppata nei mesi precedenti esce così dal laboratorio e diventa esperienza condivisa.

Your Mind After Midnight non possiede quindi un'immagine definitiva. Esiste come sistema variabile, dipendente dalla presenza del pubblico e dall'orientamento della luce. Un'installazione che non chiede di essere osservata, ma attraversata.

Della residenza restano oggi gli stuck custoditi negli archivi di Chirale e presso l'artista, i campioni di formulazione conservati come archivio materiale del processo, e la documentazione fotografica.

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